Le 7 domande da fare prima di iniziare un progetto di traduzione

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Foto di Simone Secci su Unsplash

Ogni professionista è un mondo a sé stante: c’è chi non può fare a meno di lavorare in team, e chi rende meglio lavorando individualmente; qualcuno è mattiniero e qualcun altro rende meglio quando è calato il sole; alcuni amano affrontare sempre nuove sfide, altri sono più abitudinari.

Ma se penso alle caratteristiche che accomunano noi traduttori mi vengono in mente tre cose in particolare: l’amore incondizionato per le lingue e le loro sfumature, una grande curiosità e un forte senso di responsabilità.

Perché parlo proprio di responsabilità? Beh perché vogliamo assicurarci che il nostro lavoro conservi il significato e le intenzioni del testo originale, non vogliamo snaturarlo. Vogliamo che risulti altrettanto efficace e chiaro, a volte riusciamo persino a migliorarlo.

Presi dall’entusiasmo, spesso ci buttiamo a capofitto in un progetto, non vediamo l’ora di iniziare il nostro viaggio fra le parole. Ma quali sono gli aspetti da considerare prima di cominciare a tradurre? Ecco 7 domande fondamentali da porre a un cliente prima di mettersi all’opera.

  1. Quale tono di voce devo usare?
    Questa domanda può sembrare la più banale, ma non lo è affatto. Ogni brand ha un suo modo di comunicare che lo distingue da altri (es. irriverente o sofisticato). Cosa succede però quando deve rivolgersi a un mercato diverso, e quindi a una cultura diversa? L’approccio può cambiare per incontrare le necessità della cultura a cui si riferisce, si può passare dall’uso dell’impersonale a quello della seconda persona singolare, o viceversa. Mai prendere questo punto per scontato.

  2. Quali sono gli obiettivi?
    Ogni testo ha uno scopo preciso, anche i pensieri scritti alle 2 del mattino sulle note del cellulare. Chiaramente non possono avere lo stesso scopo di un foglietto illustrativo: se le prime rispondono a un’esigenza emotiva, il secondo ha come obiettivo quello di informare le persone. Può sembrare scontato che l’obiettivo di un testo sia sempre quello di informare, ma ci sono delle situazioni in cui la precisione terminologica è una priorità, e casi in cui la sostanza è più importante della forma (es. testi pubblicitari e di marketing). Ecco perché è importante chiarire questo punto.

  3. Qual è il pubblico di riferimento?
    Oltre ad avere uno scopo preciso, ogni testo ha anche un pubblico di riferimento specifico: in caso contrario sarebbe una pagina del diario segreto. Perché questa domanda è importante? Perché le fasce di età interessate a un prodotto possono cambiare da un paese all’altro, e di conseguenza può cambiare anche il modo in cui ci si rivolge, oppure il focus può spostarsi da alcuni prodotti ad altri, proprio per venire incontro al target. Non si tratta di una scelta casuale, ma di qualcosa che viene stabilito sulla base di ricerche di mercato. È importante saperlo e tenerne conto.

  4. Quanto è urgente?
    Questa domanda è necessaria a stabilire fin da subito il carico di lavoro. Spesso i clienti sottovalutano i tempi necessari allo svolgimento di una traduzione per due motivi: vedono la traduzione come un processo automatico oppure non si rendono effettivamente conto di che cosa c’è dietro a questo processo. Non dico che dovete spiegare tutto al cliente partendo dagli albori della civiltà, ma fategli capire che ci sono varie fasi da considerare, come vi spiego in questo articolo. Magari questo non cambierà il fatto che il cliente vorrà il lavoro finito per ieri, ma potrebbe aiutarvi a fare capire di più come funziona il vostro lavoro.

  5. C’è un glossario?
    Mantenere la coerenza terminologica è fondamentale anche nei testi meno tecnici e più commerciali: è importante che nessuno si confonda. Spesso le aziende creano un glossario con i termini ricorrenti e, se avete fortuna, con una riga di spiegazione a fianco. Nessun glossario è stato menzionato? Chiedetelo, e se non esiste ancora proponetevi di contribuire a crearlo, aiuterà sia voi che loro.

  6. C’è una guida di stile?
    La guida di stile dovrebbe essere la migliore amica del glossario e aiutarvi in tutti quei momenti in cui avete dubbi sul tono da usare, sulla formattazione e sugli aspetti da evitare. Non sempre le aziende ne forniscono una ed essendo una fonte esauriente alla quale attingere in caso di dubbi può davvero fare la differenza in termini di qualità sulla traduzione. Chiaramente non spetta a voi redigerla: se non c’è, raggruppate tutte le domande che avete e chiedete al cliente o all’agenzia. Ma chiedete.

  7. Quale/i software sono necessari?
    Ormai esistono più tipi di software che di posti da visitare. Questo significa poter lavorare su praticamente tutti i tipi di file esistenti, ma significa anche trovare una soluzione adatta alle esigenze. Per questo è importantissimo chiedere subito al cliente quali sono le estensioni di file per i quali ha bisogno di una traduzione. Avete i software adatti ad elaborarli o eventualmente sarà il cliente a fornirvi gli accessi?

Una volta chiariti tutti questi punti, potete iniziare a tradurre. Uso questo elenco come sorta di modello ogni volta che ho bisogno di conoscere meglio le intenzioni del cliente, specialmente se si tratta di un nuovo cliente. Ricordate sempre che nulla è scontato e che la soddisfazione del cliente è fondamentale. L’unione delle vostre conoscenze alle loro preferenze è il mix perfetto per raggiungere grandi risultati. 


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