10 consigli per traduttori su come evitare isolamento e stress

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Spesso le persone pensano che noi traduttori siamo dei nomadi digitali che lavorano in spiaggia (nella migliore delle ipotesi) oppure lupi solitari che lavorano sempre a casa e in pigiama (nella peggiore delle ipotesi). Tutto ciò dipende molto da abitudini, vita personale e atteggiamento. Ma ciò che tutti noi abbiamo in comune, a meno che lavoriamo in team con altri colleghi, è la sensazione di isolamento.

 

Di solito lavoriamo da soli e, anche quando lavoriamo a un progetto che ci richiede di collaborare con altre persone, avviene tutto davanti allo schermo di un computer. La pandemia da Covid-19 ha portato molte persone a vivere ciò che per noi è normale amministrazione. Ora naturalmente la priorità massima è di salvaguardare la salute delle nostre comunità. Nel mio elenco ho scritto 10 modi per evitare l’isolamento e lo stress che spero possano aiutarvi a migliorare la qualità della vostra vita professionale. Attenzione: i punti 7, 8, 9 e 10 sono suggerimenti post-pandemia.

 

  1. Passate del tempo per voi. Leggete, fate una passeggiata, seguite un corso, scrivere poesie, quello che volete. Anch’io sono una freelancer, quindi so bene che ci sono tante cose da fare anche quando non si traduce. Per esempio l’autopromozione, che è un vero e proprio lavoro. Ma ricordate: avete intrapreso questo percorso perché volete avere pieno controllo sul vostro tempo.

  2. Imparate nuove cose, solo per voi stessi. Tenersi costantemente aggiornati con nuovi strumenti, tendenze del mercato e corsi può essere stimolante e stressante allo stesso tempo. È tutto molto faticoso, e quando osserviamo sui social cosa fanno gli altri spesso abbiamo l’impressione (sbagliata) di essere rimasti indietro rispetto a qualcun altro. È del tutto normale essere “indietro” quando si è all’inizio. E se avete già anni di esperienza alle spalle? Beh, magari non avete avuto il tempo di aggiornarvi perché siete stati molto occupati con il lavoro, meglio ancora! Imparare nuove cose senza “secondi fini” può migliorare il vostro umore, persino farvi conoscere nuove persone positive. Non si può mai sapere, magari in futuro vi tornerà utile anche a livello lavorativo.

  3. Non abbiate paura di mostrare chi siete e cosa sapete fare. Spesso qualcuno mi contatta perché percepisce qualcosa di positivo in me, come consigli, sostegno o esperienze da condividere. Indovinate un po’? Non sono una persona estroversa, appena conosco qualcuno sono timida, ma sono sempre felice di avere un confronto con i colleghi. Non c’è bisogno di essere superstar delle lingue o intrattenitori. Gli altri non si aspettano questo da voi!

  4. Non fate troppi sacrifici. Specialmente all’inizio della vostra carriera, risparmiare il più possibile è una priorità. È una buona cosa, e senz’altro avere questa mentalità hai dei vantaggi. Fate attenzione però a non diventare troppo paranoici, provate a trovare un equilibrio fra i costi legati al lavoro e quelli relative alla vostra vita personale.

    5. Siate pazienti. Uno dei miei detti preferiti è “Roma non è stata costruita in un giorno”. Sono italiana, quindi magari sono un tantino di parte, ma comunque questo detto andrebbe ripetuto a sé stessi come un mantra. Nessuno si aspetta gesta straordinarie da voi. Fate del vostro meglio, ma non prefissatevi obiettivi che sono al di fuori della vostra portata.

 

Foto di Brooke Cagle su Unsplash

6. Considerate gli altri traduttori degli alleati, non dei nemici! Con questo mi scontro molto spesso. Non siamo in una gara in cui chi ottiene più clienti vince un premio. Affrontiamo tutti le stesse difficoltà, abbiamo bollette da pagare, mandiamo centinaia di candidature senza ricevere risposta. Dovremmo sostenerci a vicenda.

7. Tenetevi in contatto con altri traduttori e incontrateli, per lavorare insieme o per confrontarvi su come stanno andando le cose. Non sto dicendo che dovete forzarvi a socializzare con tutti, ma potreste creare un piccolo gruppo di colleghi e dare il via alla vostra piccola community di sostegno reciproco (o di mentoring).

8. Passate del tempo di qualità con i vostri cari. Essere freelancer significa che non dovete lavorare per forza 8 ore al giorno. Sta a voi trovare il vostro equilibrio. Potreste lavorare 3 ore al giorno, oppure iniziare a lavorare alle 8 del mattino e addormentarvi davanti al computer alle 22. Provate a programmare degli appuntamenti con loro durante la settimana, anche solo per un caffè. Può aiutarvi molto con l’umore.

9. Partecipate a eventi, non solo di traduzione. Cercate eventi dedicati ai freelancer o alle persone che lavorano nei vostri settori di specializzazione o che vi interessano. Potrebbero nascere sinergie inaspettate.

10. Andate in biblioteca. Passare ore e ore nel vostro ufficio (se avete la fortuna di averne uno) o nella vostra stanza vi porterà pian piano a evitare di uscire il più possibile. Non sto dicendo che in biblioteca troverete nuovi amici con cui parlare dell’ultimo film di Star Wars. Ma il semplice fatto di essere circondati da persone all’interno di un ambiente culturale può aiutarvi a trovare l’ispirazione. Sicuramente di più che fissare le macchine parcheggiate fuori dalla finestra.



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