Come gestire in modo ottimale i progetti di traduzione

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Tradurre può sembrare un gioco da ragazzi: file ricevuto, preventivo fatto, documento tradotto e inviato. Messo in questi termini sembra qualcosa di rapido e indolore. Peccato che un servizio di traduzione professionale sia completamente un’altra storia. Per garantire che il risultato finale rispetti le aspettative, o che addirittura le superi, è importante seguire alcuni passaggi. In questo articolo parlerò delle 4 fasi che ogni traduttore dovrebbe seguire per gestire al meglio i progetti di traduzione e portare la strategia multilingue a un livello superiore.


1: ANALISI 

Prima di creare un preventivo e di avere un’idea delle tempistiche necessarie, la prima cosa da fare è analizzare i(l) file. Quando i file sono brevi e hanno un’estensione comune (Word, PowerPoint) elaborare un preventivo è facile e veloce. Ma che fare quando un documento è molto più elaborato, contiene al suo interno altri file (come ad esempio immagini con relative didascalie)? Oppure quando bisogna lavorare su estensioni che richiedono un software specifico per essere elaborate? (es. HTML, XML, JSON).

È proprio qui che entrano in gioco i CAT (Computer-Aided Translation) tool. I CAT sono strumenti di traduzione assistita che semplificano la vita dei traduttori e che permettono di lavorare a progetti complessi. I CAT possono infatti aprire quasi tutti i tipi di file esistenti ed elaborare un report, in cui è possibile vedere rapidamente il numero totale di parole, segmenti e ripetizioni. Inoltre i CAT supportano le memorie di traduzione e i termbase, che possono aiutare a mantenere la coerenza e a ridurre i tempi di consegna. Un nuovo cliente probabilmente non dispone di questi strumenti, ma impostarli insieme può portare a grandi risultati sul lungo termine.

2: TRADUZIONE

Un traduttore professionista non inizierebbe mai a tradurre senza prima fare un bel po’ di domande. Qual è lo scopo del messaggio? Informare, attrarre o coccolare il suo pubblico di riferimento? Quale tono di voce si deve utilizzare? Il testo deve essere formale o informale? E il pubblico com’è? Quali sono l’età, le abitudini, i lavori che svolge, i posti in cui vive e interagisce?

Una volta ottenute tutte queste risposte dal cliente, il traduttore prepara una guida di stile, che può condividere al cliente se la richiede, in cui saranno presenti queste informazioni e altri dati sulle consuetudini, sulla formattazione, sui termini da preferire e quelli da evitare, e altro ancora. A questo punto il traduttore può finalmente iniziare a lavorare sul testo.

3: REVISIONE

La revisione è una fase importantissima perché permette di raggiungere il massimo da una traduzione. Anche il traduttore più esperto può avere qualche svista, soprattutto quando deve lavorare in urgenza o quando il testo è piuttosto lungo e complesso. Ecco perché è importantissimo revisionare attentamente il testo qualche ora dopo avere completato la traduzione. Gli errori più comuni riguardano l’ortografia, la grammatica, l’incoerenza terminologica, l’accuratezza e la fluidità del testo. A volte è necessario sistemare la formattazione dopo avere esportato il documento per riportarlo al suo aspetto originale.

4: FEEDBACK

L’ultima fase è parlare con il cliente del progetto dopo qualche tempo. Ricevere un feedback è importante sia per riflettere su cosa è andato bene e su cosa c’è da migliorare. Inoltre è utile per discutere di nuove potenziali strategie.


Ve l’avevo detto che non è così facile come sembra. Un lavoro di qualità richiede tempo, diverse risorse e competenze, ma l’impegno alla fine paga sempre. Essere un traduttore significa non smettere mai di imparare: la nostra vita professionale è all’insegna dell’aggiornamento continuo e dobbiamo essere pronti a imparare nuove cose ogni giorno.


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